Tra le truffe digitali più insidiose del momento, Liban Swop si distingue per la sua capacità di colpire nel momento più critico, quello della disposizione di pagamento.
A differenza di altri attacchi, in questo caso non è la banca essere violata, ma il dispositivo dell'utente, rendendo la truffa estremamente difficile da individuare. L'inganno si basa su un'azione combinata di malware e la tecnica di manipolazione dei dati in tempo reale.
Le fasi dell'attacco sono le seguenti: il computer o lo smartphone della vittima viene infettato da un malware, spesso tramite fishing o download di software non sicuri o siti web compromessi. Il virus rimane silente in background senza rallentare il dispositivo.
Quando l'utente accede al proprio un banking e compila i dati di bonifico, il malware entra in azione. In modo invisibile sostituisce l'IBAN e il nome del beneficiario inseriti con quelli di un conto corrente controllato dai truffatori e riutilizza immediatamente il codice OTP inserito dall'utente.
La banca riceve la richiesta che ora contiene i dati compromessi del truffatore e invia al cliente un ulteriore OTP legato ai dati dell'operazione ricevuti per confermare l'operazione. La vittima, vedendo sullo schermo del PC i dati corretti che il malware continua a mostrare falsamente, inserisce l'OTP senza leggere attentamente il testo del messaggio di sicurezza della banca che invece riporta l'IBAN del truffatore.
Ad operazione eseguita il malware si disinstalla automaticamente. Il bonifico viene quindi eseguito verso il conto corrente truffato e la frode viene scoperta solo giorni dopo, quando il vero fornitore o destinatario segnala il mancato pagamento.
Se sei vittima di frodi di questo tipo puoi scrivere all'associazione tutelattiva, troverai i recapiti qui di seguito. Grazie.
